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Rayja Diventa Cuckold - Parte 2
Rayja
22.12.2025 |
3.160 |
20
"Una proboscide di carne di oltre venti centimetri e due grossi testicoli che dovevano contenere tanto di quello sperma da inseminare schiere di donne in calore e che io già desideravo fosse spalmato..."
Per realizzare il mio sogno perverso di diventare Cuckold dovevo assolutamente trovare l’uomo giusto per soddisfare i desideri sessuali di Annette. Passarono delle settimane e poi capitai sulla chat di un sito con una sezione dedicata ai cornuti consenzienti. Alcuni degli interventi erano interessanti e non volgari. Uno degli utenti che mi colpì era un certo Manuel, e che mi appariva come un uomo perbene e, cosa non meno importante, era veramente molto ben dotato. Un cazzo notevole davvero! Già il nome mi affascinava, mi suonava di un bel moro, forse un ispanico ed immaginavo che sarebbe stato il genere di maschio da monta adatto per lei ...e pure per me!
Gli scrissi per chiedergli se voleva chattare con me. Mi rispose che era disponibile ma voleva avere dettagli sulla mia storia. Iniziai così una corrispondenza fitta con uno sconosciuto, al quale confidai le mie fantasie, le mie paure e le mie speranze.
Lui era molto disponibile. Diceva di essere un bell’uomo, molto attraente e molto dotato che adorava le coppie consenzienti in cui il maritino lo pregava di scopare la propria moglie ed in cui lei si donava a lui di fronte al suo coniuge, come mai si era data prima, tanto meno al marito! La nostra chat andò avanti a lungo, settimane. Sentivo che quell’uomo era gentile e collaborativo. Mi capiva e mi dava consigli. Gli chiesi quindi un appuntamento. Lui accettò. Ci saremmo visti in un bar del centro
Siccome con Annette uscivamo sempre insieme, quel sabato dovetti inventarmi una scusa per andare in centro. Mi ero vestito bene e Annette mi chiese scherzosamente se per caso mi ero fatto un'amante. Non poteva mai immaginare che proprio di amante si trattava, ma non nel senso che intendeva lei e non per me, bensì per lei ...anzi, io speravo per entrambi! Poi aggiunse:
"Non credo che tu ti sia fatto l'amante, visto che non sei capace nemmeno di occuparti di me"
"Sei crudele Annette. Sei tu che ti rifiuti. Mi hai confinato in quella cameretta e passano giorni senza che ti possa toccare o baciare"!
"Beh, se tu fossi un vero uomo saresti sempre nel mio letto"!
Su queste parole rimasi mortificato e umilmente ma con determinazione accresciuta uscii senza dare altre spiegazioni. Ero nel bar da dieci minuti con il cuore che batteva all’impazzata quando entrò il signore della chat con cui ci eravamo scambiati delle foto.
"Ciao io sono Manuel, disse stringendomi la mano in modo deciso".
"Ciao sono Roberto, piacere. Finalmente ci incontriamo".
"Sì, finalmente. Speravo proprio che potessimo passare dalle parole ai fatti. Ero stanco di chattare e basta. Sai che la tua storia mi ha eccitato molto. Ho proprio voglia di conoscere te e tua moglie un pò meglio".
"Già mia moglie. Conoscere me non è molto difficile. Ma con lei non sarà facile. Come già sai è molto esigente".
"Certo. Faremo in modo che possa essere soddisfatta. Non ti preoccupare. Senti, possiamo andare a casa mia? Non è molto distante da qui. Staremo più comodi".
"Va bene".
Ci alzammo, pagai le nostre consumazioni e ci avviammo a piedi lungo un vicolo laterale. Il suo appartamento era grande, spazioso, ben arredato e curato nei minimi dettagli. Mi disse di sedermi dove volevo. Mi avrebbe servito un caffè. Chiesi se aveva qualcosa di più forte, ero molto emozionata ed avevo bisogno di rilassarmi. Mi offrì del whiskey. Mentre lo sorseggiavamo riprendemmo la nostra conversazione.
Lui mi confermò che aveva già avuto storie a tre. Questa volta però sperava di potere avviare una storia più seria. Desiderava qualcosa di più profondo e duraturo. Io capii. Ma non sapevo neppure come potere fare accettare a mia moglie l’arrivo nella nostra relazione di un altro uomo. Manuel mi disse di non preoccuparmi troppo. Era lui l’esperto. Piuttosto voleva sapere da me se ero pronto io per il suo arrivo.
"Non capisco. Cosa vuoi dire"?
"Beh, prima di fare la proposta a tua moglie dovremmo conoscerci meglio per essere, almeno noi, in sintonia".
"E cioè"?
"Beh. Ti ho visto in foto ma mai nudo. E tu non hai mai visto me nudo. Sarebbe carino intanto scoprire le nostre carte per facilitare il nostro rapporto".
La logica era implacabile. Io acconsentii e così iniziai a spogliarmi. Togliermi il sopra fu facile anche se mettevo in evidenza le mie spalline strette, le mie braccia senza muscoli ed il mio petto debole e quasi del tutto privo di peli. Il dopo fu più difficile, anche se Manuel mi incoraggiava amichevolmente. Mi sganciai i pantaloni e mi tirai giù gli slip. I miei fianchi larghi e le mie gambe affusolate apparvero al suo sguardo assieme ai miei piccoli attributi. Arrossii dalla vergogna.
"Non devi arrossire Roberto", disse lui.
"Capisco perché tua moglie ti costringe all'astinenza. Sei poco virile. Anzi con pochi ritocchi potresti essere una bella ragazza. Ma non c’è niente da vergognarsi. Sei molto carino, dovrei però dire carina. Sì, sei molto carina. Mi piaci molto. Vieni qui".
Vergognandomi mi avvicinai e lui. All’improvviso mi mise una mano dietro la testa ed avvicinando il mio viso al suo, mi baciò sulla bocca amorevolmente! Io resistetti ma lui mi stringeva a sé e dopo un pò mi lasciai andare. Ero indifesa, debole, impaurita. Il suo abbraccio e le sue labbra calde erano invitanti. Mi baciò a lungo ed io dovetti ammettere a me stessa che la cosa mi piaceva moltissimo, che desideravo lo rifacesse e che tale desiderio facesse parte della mia vera indole, sempre tenuta nascosta.
Non avevo mai baciato un uomo, né ero preparata a farlo. Ero sconvolta, ma eccitata, molto eccitata!
Mi chiese poi di aiutarlo a spogliarsi. Era insolito ma divertente. Una rivelazione. Mi piaceva farlo! Manuel era muscoloso e poco peloso. Un corpo moro molto bello e ben proporzionato e quando tirai giù i suoi boxer mi apparve lui. Il suo membro. Una proboscide di carne di oltre venti centimetri e due grossi testicoli che dovevano contenere tanto di quello sperma da inseminare schiere di donne in calore e che io già desideravo fosse spalmato sul mio viso, in bocca e giù per la mia gola. Ero tutta un fremito di emozione e di paura. O forse dovrei dire di speranza. I miei sentimenti si mescolavano così velocemente in me da confondermi. Ero ancora sotto le forte emozioni della sorpresa quando lui mi chiese se avessi mai indossato della lingerie.
"Beh, no. Ma non sono mica una donnicciola"!
In verità, oltre alle volte in cui lei mi ci aveva costretta ed io avevo finto di esserne disgustato, tante volte di nascosto avevo indossato la biancheria intima di Annette.
"Peccato. Saresti molto attraente", disse con un'aria mista tra lo scherzo e la confidenza. Dai, fammi vedere. Vediamo un pò cosa posso trovarti".
Nudo con il suo corpo invitante si scostò da me per rovistare in un grande armadio dove teneva tutto un assortimento di abiti femminili nelle misure da uomo, che mi disse teneva in casa per occasioni come questa.
"Allora… vediamo… abbiamo delle calze nere, rosse, beige. Mutandine fiorite… no, non adatte al momento. Ah, sì questo reggicalze è molto seducente. E poi, ma sì, ecco, un reggiseno imbottito. Una mia precedente "amichetta" aveva un seno piccolissimo. Ti andrà a pennello. Ho anche delle scarpe coi tacchi a spillo.
Vediamo, forse questi ti possono andare. Dovrebbero calzare bene. Su dai. Prova il tutto"
Mi porse tutto ciò che voleva io indossassi per diventare la sua donna.
"Ma scusa, dovrei fare la parte della donna? Non ti basta mia moglie"?
"Non hai capito Roberto. Io sarò l’amante di tua moglie ma tu dovrai giocare la parte della checca e della cornuta.
Sono sicuro che sarà molto più piacevole per te. Certo sarai un pò umiliata ma sarà più nella natura delle cose. Agli occhi di tua moglie apparirai come un uomo effeminato ed accetterà così più facilmente di concedersi a me con il tuo consenso".
"Sei sicuro"? Chiesi più intimorito dalla piega che stava prendendo il nostro incontro, piuttosto che dal bisogno di essere rassicurato e convinto.
"Ma certo. L’ho già fatto con altre coppie. Funziona benissimo".
"Beh. Se lo dici tu".
Così presi il reggicalze e lo infilai. Agganciandolo provai una sensazione strana. Piacevole. Che andò aumentando quando mi infilai le calze nere. Le mie gambe fremevano sotto il tocco del nylon. Avvertii un pizzicore pervadere il mio sfintere ed il mio minuscolo pene. Quando mi infilai il reggiseno ero irrimediabilmente in tiro, ero duro.
Manuel sorrise e mi disse che ero una donna molto attraente.
"Vedo che ti piace vestirti da donna e devo dire che così agghindata sei più naturale e più carina.
Voglio darti un nome da donna, ti voglio chiamare Sarah".
"Perchè proprio Sarah"? "Perchè è il nome con cui ho sempre chiamato tutte le mie troiette, insomme, tutti gli uomini travestiti che ti hanno preceduta nel mio appartamento.
Tu poi sei bellissima. Manca solo un pò di trucco leggero ed un ritocco ai tuoi capelli e ci siamo. Anzi, visto che non li hai ancora abbastanza lunghi, mettiti questa parrucca.
Poi quando te li sarai fatti crescere, perché lo devi assolutamente fare, con tua moglie ti porteremo da una mia cara amica parrucchiera ed estetista. Lei si occuperà di te e vedrai poi in che stupenda donna ti trasformerà".
A quel punto Manuel mi porse un rossetto e l'occorrente per truccarmi viso ed occhi, insieme ad una parrucca a caschetto di capelli neri, che mi aiutò ad indossare.
Avevo sempre desiderato essere vestito e truccato da donna e portarne una.
Lui si rese conto quanto poco io fossi abile nel truccarmi, nonostante lo facessi a casa di nascosto da mia moglie, e decise di occuparsene lui. Era molto bravo ed in pochi minuti rese il mio sguardo molto attraente, truccandomi gli occhi con eyeliner e mascara, più il tocco finale di un bel rossetto rosso ..."rosso troia"!
Mi stavo divertendo, era tutto così strano, ma così era. Sapevo che se mi fossi vista allo specchio sarei stata certamente ridicola ma il gioco perverso in cui mi ero lasciata coinvolgere, con piacere, mi eccitava e mi misi a sorridere.
"Dai, prova le scarpine adesso, mi disse".
Erano nere e con un tacco alto, piuttosto eleganti e sexy. Mi stavano un pò strette ma comunque riuscii ad indossarli. Quando mi misi in piedi avevo guadagnato 8 o 10 cm e traballavo non poco. Lui mi fece camminare per la stanza tenendomi per mano. Essere guidata da questo uomo nudo mentre indossavo lingerie e scarpe da donna mi fece eccitare da morire, ma mi sentivo stranamente a mio agio.
"Dai, tira su il culetto, ancheggia bene. Sì, così cara. Sei molto bella Sarah”!
...continua
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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